Vai al contenuto
Atlante dei Miti 0/300
IT
Un piccolo lago di montagna diviso in due specchi d'acqua, come un paio di occhiali, tra rocce grigie

lagoMonte Vettore, Montemonaco · Marche

Il lago di Pilato

il lago «con gli occhiali»

un po' paurosa

Sotto la cima del Monte Vettore, a quasi duemila metri, c'è un piccolo lago che d'estate si divide in due e sembra un paio di occhiali. La leggenda racconta che il corpo di Ponzio Pilato, condannato dall'imperatore, fu messo su un carro trainato da due bufali. Gli animali lo portarono da Roma fino ai Sibillini e fecero precipitare il carro proprio in quel lago. Nel Medioevo si credeva che nel lago abitassero dei demoni, e ci salivano maghi e negromanti per consacrare libri magici.

Lo sai che… nel lago vive un gamberetto rosso, il chirocefalo del Marchesoni, che non esiste in nessun altro posto della Terra.

La storia

Se salite sul Monte Vettore, quello che vedete a un certo punto, nascosto in una conca tra le rocce, è uno specchio d'acqua scuro. È piccolo, ma non è un lago qualsiasi. Si chiama il lago di Pilato, e di Ponzio Pilato, dicono, conserva il corpo.

La storia che si racconta è questa, e va detto subito che è soltanto una leggenda.

Pilato era il governatore romano che, in Giudea, aveva condannato Gesù. Molti anni dopo, secondo la leggenda, a Roma l'imperatore Vespasiano lo fece giustiziare. Ma che farne, del corpo?

Così, dicono, lo caricarono su un carro. Lo legarono a due bufali e li fecero partire. I bufali corsero fuori da Roma, attraversarono valli e montagne e arrivarono fino ai Monti Sibillini, e il carro precipitò nel lago.

In una versione più tarda, i bufali stessi saltarono dalla cresta affilata che si chiama Cima del Redentore, e trascinarono tutto giù. Ancora oggi, raccontano, su quella roccia si vedono i solchi delle ruote del carro.

Da quel giorno, dicono i montanari, il lago non è più stato lo stesso, e nessuno ha più osato chiamarlo con un altro nome.

C'è un'altra storia, che un uomo di nome Vincenzo Ghinassi raccolse alla fine dell'Ottocento come tradizione popolare. Dice che il giorno in cui Gesù fu crocifisso, la Sibilla scappò dalla sua grotta, lì vicino. E che in quello stesso istante l'acqua del lago diventò rossa come il sangue. Dicono anche che, intorno al lago, crescesse una pianta con le foglie a forma di due mani congiunte.

Dal Duecento in poi, la montagna ebbe una fama sinistra. Si diceva che nel lago abitassero dei demoni. E a quei demoni, di notte, qualcuno portava dei libri.

Erano i negromanti, uomini che praticavano la magia nera. Salivano fin lassù con libri tutti scritti da loro e li consacravano ai demoni del lago, immergendoli, leggendo formule, cercando poteri che nessun uomo onesto avrebbe voluto. Quando i negromanti arrivavano, dicevano i contadini, il cielo si copriva. Si scatenavano tempeste che spazzavano i campi e distruggevano i raccolti.

Il poeta Fazio degli Uberti, che scriveva nel Trecento, raccontò nel suo «Dittamondo» di maghi e negromanti che salivano sulla montagna. E un altro scrittore del Trecento, Pierre Bersuire, nel suo «Reductorium morale», è il più antico a nominare quel lago per iscritto e a legarlo ai demoni. Da quel momento il nome del lago cominciò a viaggiare di libro in libro, e ogni libro aggiungeva qualcosa.

Più tardi, nel 1889, uno studioso, Arturo Graf, si occupò di quelle storie, e ne scrisse.

Nel 1420, o poco dopo, salì anche un francese, Antoine de la Sale, che sul suo viaggio scrisse un libro, «Il paradiso della regina Sibilla». Per arrivare al lago gli servì un salvacondotto, un permesso scritto, rilasciato dalle autorità di Norcia. Scrisse poi che chiunque venisse trovato vicino al lago senza permesso veniva accolto molto male. Raccontò di due uomini che furono sorpresi lassù, e che furono uccisi. Uno dei due era un prete: bastava questo per far capire a tutti che lassù non c'era da scherzare, nemmeno per chi portava l'abito.

Si dice che le autorità avessero sbarrato la strada anche in un altro modo: con un patibolo, piantato all'inizio della valle, a ricordare a tutti che cosa rischiava chi saliva. Intorno all'acqua, dicono, costruirono dei muretti a secco per impedire di avvicinarsi. Ma di questo non c'è nessuna prova scritta.

C'è invece una prova scritta del 1452. Un inquisitore, De Guardariis, della Marca Anconitana, assolse gli abitanti di Montemonaco. Erano stati scomunicati perché accompagnavano cavalieri forestieri al lago per consacrare libri proibiti.

Immaginate la scena: una notte senza luna, una conca di sassi, un uomo col mantello che tiene un libro stretto al petto e guarda l'acqua nera, domandandosi se quello che sta per fare lo cambierà per sempre. Poi, giù nella valle, un contadino alza gli occhi alla montagna, vede le nuvole scure e capisce che il raccolto, quest'anno, è perduto.

Per secoli, dunque, il lago ebbe due facce: da una parte una paura antica, dall'altra la curiosità di chi voleva vederlo.

Oggi nessuno vi consacra più libri, e nessuno vi prende per un'anima dannata. Chi sale lo fa a piedi, d'estate, quando la neve si è sciolta, con le scarpe da montagna, con la macchina fotografica nello zaino.

E scopre che quel piccolo specchio d'acqua nasconde una cosa vera, che nessuna leggenda aveva previsto.

Nell'acqua nuota un minuscolo crostaceo di colore rosso, lungo meno di un dito: dai nove ai dodici millimetri. Si chiama chirocefalo del Marchesoni, e ha un'abitudine strana: nuota a pancia in su. Vive solo lì, in nessun altro posto, e non è mai stato un demone. Depone le sue uova tra i sassi, proprio sulla riva, e per questo chi arriva al lago deve restare ad almeno cinque metri dall'acqua.

I demoni, almeno, non avevano bisogno di tanta attenzione.

Ascolta / Leggi anche

  • Musica per leggere: Cinematic JourneyMusica epica da film, senza parole, di Ciro Simone IrmiciSpotifyYouTube Music

Fonti

Ciro Simone Irmici

Chi c'è dietro

Ciro Simone Irmici

Costruisco siti, app e giochi. L'Atlante l'ho costruito con l'intelligenza artificiale e controllo io ogni scheda e ogni fonte. Non sono uno studioso di mitologia: racconto le leggende con rispetto e dico sempre da dove vengono. Se conosci una leggenda del tuo paese, scrivimi.

Altri miei lavori: audiolibri gratis su YouTube · ebook su Gumroad · Apple Books · musica su Spotify e YouTube Music