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Un vescovo con la barba bianca e il mantello rosso che sorride a tre ragazzini, con tre palle d'oro ai suoi piedi

tradizioneBari, Basilica di San Nicola · Puglia

San Nicola e i tre fanciulli

«Santu Nicola», in barese

un po' paurosa

Nicola fu vescovo di Myra, nell'attuale Turchia, nel IV secolo. Una leggenda medievale racconta che durante una carestia un oste malvagio fece sparire tre ragazzi che si erano fermati nella sua locanda, chiudendoli in una botte. Il vescovo, di passaggio, scoprì tutto, pregò, e i tre ragazzi uscirono dalla botte sani e salvi. Per questo San Nicola è il protettore dei bambini. Nel 1087 alcuni marinai di Bari portarono le sue reliquie da Myra fino alla loro città: questo è un fatto storico.

Lo sai che… un'altra sua leggenda, i sacchetti d'oro regalati di nascosto a tre ragazze povere, ha fatto di lui il portatore di doni: da San Nicola è nato Babbo Natale.

La storia

La prima volta che Nicola capì cosa significasse davvero avere fame, aveva già i capelli bianchi.

Era vescovo di Myra, una città sul mare, nell'Asia Minore, dove adesso c'è la Turchia. Era un uomo gentile, ma non debole. Si diceva che con la parola potesse calmare le tempeste e con lo sguardo fermare un giudice ingiusto. Ma nessuna parola, nessuno sguardo, poteva far crescere il grano.

Quell'anno nei campi non crebbe niente. Venne la carestia. Le madri contavano le fette di pane, i padri vendevano i buoi, e nelle strade i bambini piangevano piano, per non sprecare la forza.

Su Nicola si raccontano tre storie, e la prima comincia in quegli anni di fame. Una è dolce. Una è paurosa. Una finisce con un viaggio.

Cominciamo da quella dolce.

C'era un uomo, in città, che un tempo aveva avuto molto e ora non aveva più niente. Aveva tre figlie giovani, belle, in età da marito. Ma a quei tempi, per sposarsi, una ragazza aveva bisogno di una dote, e lui non aveva nemmeno un soldo. Passava le notti in bianco a pensare al suo destino: senza dote, le figlie sarebbero rimaste sole, e chissà dove sarebbero finite.

Nicola lo seppe. Non andò a bussare. Una persona povera è fiera, e non sempre vuole che si veda la sua povertà.

Una notte, mentre l'uomo dormiva, il vescovo si avvicinò alla casa, tese il braccio dalla finestra e lasciò cadere un sacchetto d'oro. Poi sparì nel buio.

La mattina dopo, l'uomo trovò l'oro. Non credette ai suoi occhi. Con quel denaro sposò la figlia maggiore.

Quando la seconda figlia raggiunse l'età giusta, lo stesso sacchetto d'oro cadde dalla finestra una notte. E per la terza ci fu un altro sacchetto. Ma quella volta l'uomo non dormiva. Aspettava. Quando sentì un passo fuori, corse alla finestra, afferrò il vescovo per il mantello, e lo riconobbe.

Nicola lo guardò con dolcezza. «Non ringraziare me», disse. «Ringrazia Dio.» E gli chiese di non dirlo a nessuno.

Per questo, nei quadri antichi, ai piedi del santo ci sono tre sfere d'oro. E per questo, dicono, ancora oggi la notte tra il cinque e il sei dicembre i bambini aspettano un santo che porta doni. Da San Nicola, nel corso dei secoli, nacque il Babbo Natale che conosciamo.

Ma c'è la storia paurosa.

Durante la carestia, tre ragazzi viaggiavano da lontano. Erano stanchi, affamati, sudati. Arrivarono a una locanda sulla strada e chiesero un letto per la notte.

L'oste li accolse con un sorriso troppo largo. Disse che c'era posto, che c'era da mangiare. I ragazzi mangiarono e andarono a dormire. Non sapevano che in quella locanda, in quei mesi, la fame aveva fatto impazzire anche gli uomini.

Quella notte, l'oste li uccise. Nella cantina c'era una botte grande, piena di sale. Vi nascose i corpi, uno sopra l'altro, e richiuse il coperchio. Poi tornò a dormire, come se niente fosse.

Pochi giorni dopo, Nicola passò di lì.

Era in viaggio per visitare i paesi colpiti dalla fame, e chiese ospitalità proprio in quella locanda. L'oste lo servì con gentilezza. Il vescovo si sedette a tavola, mangiò poco, e ascoltò.

Qualcosa non andava. C'era un silenzio sbagliato, in quella casa. Nicola, che era un santo, e dunque vedeva con un occhio in più, alzò la testa e disse piano: «Portami la carne che hai in cantina».

L'oste impallidì. Balbettò. Poi capì di essere stato scoperto, e si inginocchiò.

Nicola scese in cantina. Si fermò davanti alla botte, e per un lungo momento non si sentì nessun rumore. Poi il vescovo congiunse le mani e pregò.

Dicono che il coperchio si sollevò da solo. E dalla botte, una dopo l'altra, si alzarono tre teste, tre paia di spalle, tre ragazzi vivi, che si guardavano intorno come se si fossero appena svegliati. Dimenticarono tutto. Per loro era passata una sola notte.

L'oste, davanti al prodigio, pianse e chiese perdono. Nicola lo perdonò.

Per questo San Nicola è, da secoli, il protettore dei bambini e dei viaggiatori.

Resta la terza storia, quella del viaggio.

Nicola morì a Myra, e fu seppellito lì. Passarono sette secoli. Poi, nel 1087, la città era in mano ad altri, e le sue ossa rischiavano di perdersi. Nel porto di Bari c'era un gruppo di marinai coraggiosi, che salparono verso l'Oriente con un solo scopo: riportare il santo a casa.

Giunsero a Myra. Entrarono nella chiesa, forse con un pretesto, forse con le armi, e portarono via le reliquie del vescovo. Tornarono a Bari in primavera. Una folla enorme li aspettava sul molo.

Costruirono per lui una basilica, e la basilica è ancora lì, sul mare, con le sue pietre chiare. Ogni anno, a maggio, i baresi portano il santo in processione sull'acqua, su una barca coperta di fiori.

E ogni sei dicembre, da qualche parte nel mondo, un bambino si sveglia e trova una sorpresa.

È il vescovo di Myra, che non ha mai smesso di lasciare sacchetti d'oro dalle finestre.

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Fonti

Ciro Simone Irmici

Chi c'è dietro

Ciro Simone Irmici

Costruisco siti, app e giochi. L'Atlante l'ho costruito con l'intelligenza artificiale e controllo io ogni scheda e ogni fonte. Non sono uno studioso di mitologia: racconto le leggende con rispetto e dico sempre da dove vengono. Se conosci una leggenda del tuo paese, scrivimi.

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