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Un altissimo tronco d'albero alzato nella piazza di un paese, con un ciuffo verde di agrifoglio in cima

festa degli alberiAccettura · Basilicata

Il Maggio di Accettura

il matrimonio degli alberi

per niente paurosa

Ad Accettura, ogni anno, due alberi si sposano. Nel bosco di Montepiano gli uomini scelgono il cerro più alto e dritto: è il Maggio, lo sposo. In un altro bosco tagliano la cima di un agrifoglio: è la Cima, la sposa, portata a spalla per ore fino al paese. La sera di Pentecoste la Cima viene unita in cima al Maggio, e nei giorni seguenti l'albero viene alzato in piazza tra la folla, ma solo davanti alla reliquia di San Giuliano portata in processione. C'è chi pensa che la festa nasca da antichi culti degli alberi, più vecchi del cristianesimo: è un'ipotesi, non è dimostrata.

Lo sai che… dal Settecento il matrimonio degli alberi si celebra insieme alla festa del patrono, San Giuliano.

La storia

In un paese di montagna della Basilicata, Accettura, ogni anno, in primavera, succede una cosa che ha reso famoso il paese: è una delle feste degli alberi più celebri d'Italia. Due alberi si sposano.

Non è un modo di dire. È una festa vera, che gli abitanti chiamano il Maggio, e che dura giorni. Ci sono musiche, processioni, falò, buoi, canti. E, al centro di tutto, un albero altissimo che viene alzato in piazza, in mezzo alla folla.

Per capire come si arriva a quel momento, bisogna partire dal bosco.

Accettura è circondata dai boschi. Da una parte c'è quello di Montepiano, dove crescono i cerri, querce grandi e antiche. Dall'altra c'è la foresta di Gallipoli Cognato, nel Parco delle Piccole Dolomiti Lucane, con le sue rocce frastagliate. Sono luoghi dove la vita sembra più lenta, dove l'aria sa di resina e di terra bagnata.

La festa comincia con una scelta.

Gli abitanti, di solito gli uomini più esperti del bosco, cercano il cerro più alto e più dritto di tutti. Dev'essere perfetto: un tronco bellissimo, senza difetti, che può resistere al peso della festa. Quando lo trovano, aspettano il momento giusto. Di solito lo tagliano il giovedì dell'Ascensione, con cura e con rispetto.

Quell'albero si chiama Maggio. È lo sposo.

Ma un tronco di decine di metri non si porta in paese con un camion, almeno non nella tradizione. Lo trascinano i buoi, qualche giorno dopo. Una lunga fila di animali, aggiogati uno dopo l'altro, tira il Maggio lungo i sentieri ripidi, tra le curve e le salite, per ore, fino alle porte del paese. Gli uomini camminano accanto con i bastoni. C'è fatica, c'è sudore, c'è un po' di paura: un albero così grosso, su una strada così stretta, può fare male.

Il giorno dopo tocca alla sposa.

La sposa si chiama Cima ed è un agrifoglio, un albero più piccolo, più snello, con foglie scure e lucide e bacche rosse. Non la porta nessun animale. La portano i giovani, a spalla, per lunghi tratti. Salgono e scendono, gridando, ridendo, cantando, con quella pianta verde in equilibrio sopra le teste. Più la fatica aumenta, più il clima si scalda.

Intanto il paese è in festa. Si celebra San Giuliano, il patrono. La statua e la reliquia del santo escono in processione. Dicono che il culto di San Giuliano, ad Accettura, si sia affermato nel Settecento, nel 1725. E c'è una storia, che gli studiosi riportano con prudenza, secondo cui nel 1797 la processione con la reliquia del santo incontrò il grande albero. Così, i due riti, quello contadino dell'albero e quello cristiano del santo, si intrecciarono.

Il momento più atteso arriva in piazza.

Il Maggio, il cerro sposo, è sdraiato a terra, circondato da una folla enorme. Qualcuno suona. Qualcuno prega. La Cima, l'agrifoglio sposa, viene portata davanti all'albero. Poi viene montata, fissata alla cima del tronco, di solito la sera di Pentecoste. I due alberi diventano uno solo.

Poi, nei giorni seguenti, comincia la parte più difficile: alzarlo. Con corde, con pali, con la forza di tante persone che spingono insieme, il Maggio inizia lentamente a sollevarsi. Dicono che non si debba rizzare completamente se non c'è il santo, cioè la sua reliquia, davanti. Quando finalmente è dritto, quasi a novanta gradi, verso il cielo, la piazza esplode in un applauso.

Per la gente di Accettura, è il matrimonio, anche se gli studiosi discutono se sia il nome giusto. Un matrimonio fra due alberi, fra due boschi, fra la montagna e il paese. Nei vecchi libri che raccontano queste feste c'è scritto che serve a far prosperare la terra, a portare la fertilità ai campi. Gli studiosi dicono che forse questi riti sono molto più antichi del cristianesimo. Ma è una supposizione, non una certezza.

Quello che sappiamo per certo è che oggi il Maggio è una festa vera, difficile e bella. Una festa che unisce la gente.

E anche pericolosa, ogni tanto. Il 9 giugno 2025, per esempio, alcuni buoi si sono spaventati per i botti e sono finiti sulla folla: cinque feriti, per fortuna non gravi. Un promemoria: quando si ha a che fare con la natura e con gli animali, bisogna rispettarli.

Ad Accettura c'è anche un museo dedicato a tutto questo, il museo dei culti arborei. Se vuoi capire come e perché la gente di una montagna lucana ha deciso, un giorno, di sposare due alberi, è lì che devi andare.

E forse capirai che alcune feste non servono a spiegare niente. Servono a ricordare che siamo parte di qualcosa di più grande.

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Fonti

Ciro Simone Irmici

Chi c'è dietro

Ciro Simone Irmici

Costruisco siti, app e giochi. L'Atlante l'ho costruito con l'intelligenza artificiale e controllo io ogni scheda e ogni fonte. Non sono uno studioso di mitologia: racconto le leggende con rispetto e dico sempre da dove vengono. Se conosci una leggenda del tuo paese, scrivimi.

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