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Un grande albero di noce scuro con dei corvi sui rami, in una piazza di notte

fantasmaRoma, Santa Maria del Popolo · Lazio

Il fantasma di Nerone e il noce del Popolo

la cappella nata al posto di un albero

paurosa

Si raccontava che i resti dell'imperatore Nerone fossero sepolti ai piedi del Pincio, dove oggi c'è Piazza del Popolo. Sopra la tomba era cresciuto un grande noce, e le ossa dell'imperatore attiravano spiriti e demoni che spaventavano chi abitava lì: Nerone non trovava pace. Nel 1099 papa Pasquale II, ritirato in un chiostro, ebbe un'apparizione della Madonna, che gli disse di abbattere l'albero. Il papa lo fece tagliare e al suo posto costruì una cappella. Lì, quasi quattro secoli dopo, nacque la basilica di Santa Maria del Popolo.

Lo sai che… sopra l'altare maggiore della basilica c'è ancora un rilievo che mostra il papa mentre fa abbattere il noce.

La storia

Roma è una città che ricorda tutto. Anche quello che vorrebbe dimenticare.

Quando passi per Piazza del Popolo, adesso, vedi un grande spazio aperto, con un obelisco al centro, due chiese gemelle, fontane e panchine. Ma questa piazza ha una storia che di solito la gente non si ferma a pensare. E comincia con un imperatore.

Si chiamava Nerone. Era l'ultimo della sua famiglia, e morì giovane, a soli trent'anni, nell'anno 68 dopo Cristo. Era stato odiato da molti. I Romani lo ricordavano come un uomo crudele, che aveva fatto uccidere la madre, la moglie, i maestri. Qualcuno diceva che avesse dato fuoco alla città.

Alla sua morte, secondo la leggenda, il suo corpo fu sepolto in una tomba ai piedi del Pincio, proprio dove oggi si apre la piazza. E sopra quella tomba qualcuno piantò un albero. Un albero di noce.

Passarono i secoli. L'impero cadde. I cavalli e i carri sostituirono le legioni. L'albero crebbe, crebbe ancora, fino a diventare enorme. I suoi rami, scuri e contorti, coprivano la tomba come un ombrello.

E, a poco a poco, successe qualcosa.

Gli abitanti di quella zona cominciarono a sentire strani rumori nella notte. Non erano i soliti rumori di città. Erano sussurri, lamenti, passi dove non c'era nessuno. Chi passava vicino al noce, quando era buio, avvertiva un brivido sulla schiena. Qualcuno giurava di aver visto ombre muoversi tra i rami. Altri, di aver sentito una voce chiamare.

Le ossa dell'imperatore, dicevano, attiravano spiriti e demoni. Il luogo era diventato un posto dove era meglio non fermarsi dopo il tramonto. Le donne facevano il giro largo per tornare a casa. Gli uomini non portavano i figli a giocare. Il noce era un albero maledetto.

Era l'anno 1099. Gli abitanti, stanchi di avere paura, si presentarono dal papa, che allora si chiamava Pasquale II. Gli raccontarono tutto. Gli chiesero di fare qualcosa.

Il papa li ascoltò con attenzione. Poi si ritirò in un chiostro, in silenzio, a pregare. Restò lì per un po', in solitudine. E nel silenzio, dice la leggenda, gli apparve la Madonna.

Gli parlò con voce chiara. Non c'era da avere paura, gli disse, ma c'era da agire. Doveva fare quattro cose.

Prima: abbattere il noce.

Poi: scavare e riportare alla luce le ossa di Nerone.

Poi: bruciarle.

E infine: gettare le ceneri nel Tevere, perché il fiume le portasse lontano.

Pasquale II tornò in città. Radunò gli uomini. Si fece portare le asce e le pale. Il giorno stabilito, davanti a una folla silenziosa, i primi colpi di scure caddero sul tronco del vecchio noce. Il legno scricchiolò, gemette, cadde.

Scavarono sotto le radici. Trovarono le ossa. Le bruciarono. E la cenere fu portata fino al fiume, e gettata nell'acqua scura.

Da quel giorno, raccontano, gli spiriti sparirono. I rumori cessarono. La notte tornò una notte come le altre.

Dove prima c'era il noce, fu costruita una piccola cappella, dedicata alla Vergine. Qualcosa di semplice: un luogo di preghiera, per ringraziare e per sigillare, per sempre, quello che era successo.

Quasi quattro secoli dopo, nel 1472, un altro papa, Sisto IV, decise che quella cappella era troppo piccola. La fece sostituire da una grande basilica, che prese il nome di Santa Maria del Popolo, perché sorgeva sul terreno del popolo romano.

La basilica esiste ancora. Dentro ci sono opere di grandi artisti, cappelle decorate, tele famose. E sopra l'altare maggiore c'è un arco decorato con la leggenda della fondazione della chiesa. Se alzi gli occhi, vedi una scena piccola e precisa: un papa con una scure che abbatte un albero.

La maggior parte dei turisti passa sotto quell'arco senza guardare.

Ma tu, ora, sai cosa stai guardando.

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Ciro Simone Irmici

Chi c'è dietro

Ciro Simone Irmici

Costruisco siti, app e giochi. L'Atlante l'ho costruito con l'intelligenza artificiale e controllo io ogni scheda e ogni fonte. Non sono uno studioso di mitologia: racconto le leggende con rispetto e dico sempre da dove vengono. Se conosci una leggenda del tuo paese, scrivimi.

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