Il Mazzamurello
folletto della tradizione romana · Roma, Trastevere · Lazio
A Roma, nelle case vecchie, quando succedeva qualcosa che nessuno sapeva spiegare, si diceva che era stato il Mazzamurello. Nella Roma dei papi lo immaginavano come un nanetto vestito da prete, con le fibbie d'argento sulle scarpe e uno zucchetto rosso. Sa cambiare forma: può diventare un vecchio, un serpente o un bel giovane col cappello. È capriccioso: con chi lo tratta male fa dispetti, con le persone gentili lascia piccoli regali misteriosi. Si dice che chi riesce a togliere il cappello al bel giovane riceva dei doni in cambio.
Lo sai che… a Trastevere c'è davvero una strada che porta il suo nome: il Vicolo dei Mazzamurelli.
Fonti: Rome and Art, «Il vicolo dei Mazzamurelli»; Regione Umbria, umbriatourism.it, «Cesi, terra di miti e leggende»
Il fantasma di Nerone e il noce del Popolo
la cappella nata al posto di un albero · Roma, Santa Maria del Popolo · Lazio
Si raccontava che i resti dell'imperatore Nerone fossero sepolti ai piedi del Pincio, dove oggi c'è Piazza del Popolo. Sopra la tomba era cresciuto un grande noce, e le ossa dell'imperatore attiravano spiriti e demoni che spaventavano chi abitava lì: Nerone non trovava pace. Nel 1099 papa Pasquale II, ritirato in un chiostro, ebbe un'apparizione della Madonna, che gli disse di abbattere l'albero. Il papa lo fece tagliare e al suo posto costruì una cappella. Lì, quasi quattro secoli dopo, nacque la basilica di Santa Maria del Popolo.
Lo sai che… sopra l'altare maggiore della basilica c'è ancora un rilievo che mostra il papa mentre fa abbattere il noce.
Fonti: Roma Capitale, Turismo Roma, «I fantasmi di Roma»; ENIT, italia.it, «Basilica di Santa Maria del Popolo»
La Bocca della Verità
forse il volto del dio Oceano · Roma, Santa Maria in Cosmedin · Lazio
Sotto il portico di una chiesa di Roma c'è un grande disco di marmo con una faccia barbuta e la bocca aperta. La leggenda dice che sia in grado di riconoscere chi dice una bugia e di smascherarlo. Già nel Medioevo una guida per i pellegrini la ricordava come una pietra che sapeva distinguere il vero dal falso. In realtà è una scultura romana antica, forse il volto del dio Oceano, e probabilmente era un semplice tombino. Fu spostata sotto il portico nel 1631.
Lo sai che… è diventata famosa in tutto il mondo grazie al film «Vacanze romane» del 1953, con Audrey Hepburn e Gregory Peck.
Fonti: Anonimo, «Mirabilia Urbis Romae» (XII secolo); Italy Guides, «La Bocca della Verità»
Beatrice Cenci
la ragazza di Ponte Sant'Angelo · Roma, Ponte Sant'Angelo · Lazio
Questa è prima di tutto una storia vera. Beatrice Cenci era una giovane nobile romana del Cinquecento che, insieme alla sua famiglia, viveva con un padre violento e prepotente. Lo aveva denunciato, ma nessuno l'aveva aiutata. Il 9 settembre 1598 il corpo del padre fu trovato ai piedi della Rocca di Petrella Salto: Beatrice e i suoi familiari furono accusati e processati, e lei fu condannata a morte. Per i romani lei era una vittima, e la sua storia divenne leggenda: si racconta che ogni anno, nella notte tra il 10 e l'11 settembre, la sua figura attraversi il ponte davanti a Castel Sant'Angelo.
Lo sai che… la sua storia ha ispirato pittori e scrittori di tutta Europa, come il poeta inglese Shelley, che le dedicò una tragedia nel 1819.
Fonti: Roma Capitale, Turismo Roma, «I fantasmi di Roma»; Percy Bysshe Shelley, «The Cenci» (1819)
Il drago di San Silvestro
il drago sotto il Palatino · Roma, Foro Romano · Lazio
Una leggenda antica racconta che sul Palatino, in una grotta vicino a un lago stagnante, viveva un drago che con il fiato velenoso faceva ammalare chi passava. I sacerdoti degli dèi antichi sfidarono papa Silvestro: se il suo Dio era vero, che fermasse il mostro. Silvestro scese nella grotta disarmato, con il solo crocifisso: il drago si fece mansueto e il papa lo legò con un filo della propria veste. Poi lo condusse davanti ai romani, che lo uccisero. Silvestro fu davvero papa, ai tempi dell'imperatore Costantino: il drago è il simbolo di un mondo che cambia.
Lo sai che… la festa di San Silvestro è il 31 dicembre: per questo l'ultima notte dell'anno porta il suo nome.
Fonti: Iacopo da Varazze, «Legenda Aurea» (XIII secolo), capitolo su San Silvestro; National Gallery di Londra, «Glossario: San Silvestro»