Il drago di Terni (Thyrus)
Thyrus, il drago dello stemma · Terni · Umbria
Thyrus è il drago verde con le ali che si vede nello stemma di Terni. La leggenda racconta che viveva in una tana nel bosco, assaltava le porte della città quando aveva fame e terrorizzava tutti, tanto che la gente non usciva più di casa. Il consiglio degli anziani cercò un eroe, ma molti trovarono una scusa per non andare. Alla fine lo affrontò un giovane cavaliere: un raggio di sole, riflesso dalla sua armatura lucida, accecò il drago, che fu sconfitto. Il drago, dicono gli studiosi, rappresenta le paludi malsane prosciugate per far nascere la città.
Lo sai che… a Terni il drago è dappertutto: sulle bandiere, sugli stendardi e scolpito sugli architravi di porte e finestre.
Fonti: Exploring Umbria, «La leggenda di Thyrus, il drago di Terni»; Fonte Cesia, «La leggenda del drago di Terni»
Agilla e Trasimeno
la leggenda del lago Trasimeno · Lago Trasimeno · Umbria
Trasimeno era un principe, figlio del re etrusco Tirreno. Un giorno arrivò con il padre sulle rive di un grande lago, e la ninfa che ci abitava, Agilla, se ne innamorò e lo attirò con il suo canto. I due si sposarono, ma il giorno dopo le nozze il principe andò a nuotare e sparì tra le onde. Agilla lo cercò giorno dopo giorno, finché, esausta, morì. Si dice che nelle sere d'estate il vento tra i rami e le onde sia ancora la sua voce che lo chiama. Da lui il lago avrebbe preso il nome.
Lo sai che… il Trasimeno è il lago più grande dell'Italia centrale, ma è bassissimo: in pochi punti supera i sei metri di profondità.
Fonti: Il Giornale, «Lago Trasimeno, la leggenda della ninfa e del principe»; Fonte Cesia, «La leggenda della ninfa Agilla e del principe Trasimeno»
Il lupo di Gubbio
«frate lupo» · Gubbio · Umbria
Un lupo grosso e affamato spaventava gli abitanti di Gubbio, che non osavano più uscire dalle mura. San Francesco andò ad incontrarlo da solo, lo chiamò «frate lupo» e gli parlò con calma. Fecero un patto: la città gli avrebbe dato da mangiare ogni giorno, e lui non avrebbe più fatto del male a nessuno. Il lupo, dice il racconto, mise la zampa nella mano del santo per promettere. Visse in città altri due anni, andando di porta in porta, e quando morì tutti lo piansero.
Lo sai che… la storia del lupo fu scritta più di cento anni dopo la morte di San Francesco, nei «Fioretti»: non c'è nelle sue biografie più antiche.
Fonti: Anonimo, «I Fioretti di San Francesco», capitolo XXI (XIV secolo); Avvenire, «Gubbio, sulle orme di Frate Lupo»
Il dio Clitunno e i buoi bianchi
Clitumnus, in latino · Fonti del Clitunno, Campello sul Clitunno · Umbria
Le sorgenti del Clitunno sono uno specchio d'acqua limpidissima tra i salici. Per gli antichi Umbri e per i Romani quel fiume era un dio, Clitunno, che dava responsi a chi lo interrogava. Il poeta Virgilio ricorda le greggi bianche e il toro che, bagnati nel suo fiume sacro, guidavano i trionfi dei Romani fino ai templi. Lo scrittore Plinio il Giovane, in una lettera, descrisse le fonti, il tempio del dio e tanti piccoli santuari intorno.
Lo sai che… lì vicino c'è il Tempietto del Clitunno, una chiesetta costruita come un tempio antico, Patrimonio UNESCO dal 2011.
Fonti: Virgilio, «Georgiche», libro II; Plinio il Giovane, «Lettere», libro VIII, 8
Nera e Velino, la Cascata delle Marmore
la ninfa Nera e il pastore Velino · Marmore, Terni · Umbria
La ninfa Nera si innamorò di un pastore, Velino. Ma la dea Giunone non voleva quell'amore, e per separarli trasformò Nera in un fiume che scorre in fondo alla valle. Velino, disperato perché la credeva annegata, si lanciò dalla rupe per raggiungerla. In una versione Giove, commosso, lo trasformò in acqua anche lui: così il Velino cade per sempre tra le braccia del Nera, ed è nata la cascata. La storia vera è diversa: la cascata l'hanno fatta i Romani, con un canale che porta il Velino fino al ciglio della rupe.
Lo sai che… nel 271 avanti Cristo il console Manio Curio Dentato fece scavare il Cavo Curiano, un canale che faceva defluire le acque ferme del lago Velino giù dalla rupe: la cascata nacque così. Dal 1929 la stessa acqua muove la centrale di Galleto.
Fonti: Regione Umbria, Umbriatourism, «La Cascata delle Marmore»; Virgilio Sapere (sito di divulgazione), «Perché fu costruita la Cascata delle Marmore»